Nemico pubblico
La tranquilla esistenza dell'avvocato Robert Clayton Dean (Will Smith) è improvvisamente sconvolta da un video che ritrae un omicidio e che potrebbe mettere fine alla carriera di un importante funzionario di governo (Jon Voight). Suo malgrado, l'avvocato viene trascinato in un incubo spionistico e tecnologico. Gli darà una mano un ex spione di stato (Gene Hackman) con la sua esperienza e i suoi diaboloci espedienti.
Rudemente apocalittico, il tema del plot riesce ad imporsi con efficacia grazie al linguaggio frenetico e ansiogeno del thriller alla Tony Scott. L'idea è quella di accusare l'invadenza della tecnologia e la malvagità dei governanti che non esitano ad infrangere la privacy degli individui per conservare il potere. Il protagonista è schiacciato da una cappa opprimente fatta di microspie, videocamere e occhi satellitari. L'incubo acquista tinte kafkiane piuttosto che orwelliane quando l'identità dell'uomo appare appesa ad un filo esclusivamente tecnologico: contano solo numeri e codici per identificare un cittadino. Gustosa la presenza di Gene Hackman il cui personaggio sembra proprio Harry Caul (esperto di intercettazioni sonore protagonista di un vecchio film di Francis Ford Coppola) trent'anni dopo. "Nemico pubblico" è il (tutto sommato) dignitoso sequel di "La conversazione" del 1974.
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