Dalla Cina con furore
Shanghai, 1910. Il maestro Ho Yun Chia, fondatore della scuola Jing Wu di kung fu, viene assassinato. La sua scuola di arti marziali è in balia delle prepotenze della vicina scuola giapponese di karate. Chen Zhen, vuole vendicare la morte del suo maestro. L'episodio che scatena la rabbia del giovane è un cartello portato dai giapponesi al funerale del maestro e indirizzato alla Jing Wu: "Marionette dell'Asia".
Il leggendario Bruce Lee, sconosciuto nel 1971, divenne nel giro di pochissimi anni un divo internazionale. Questo film sulle arti marziali è progettato per il suo lancio come star planetaria ma nello stesso tempo si carica di una inconfondibile caratterizzazione geografica e culturale. Gli appassionati di arti marziali non noteranno la cura con la quale vengono mostrate le differenze tra i movimenti del kung fu cinese e quelli del karate giapponese. Forse fu proprio questa caratterizzazione culturale l'elemento decisivo che permise a Lee di sfondare. Il titolo originale di "Dalla Cina con furore" tradotto letteralmente significa "l'onore di Jing Wu". Chen Zhen è un moderno eroe cavalleresco che difende il suo onore e le tradizioni della sua terra in questo caso rappresentate dai valori incanalati dalla pratica del kung fu. Bruce Lee, protagonista di quasi tutte le sequenze di combattimento, dimostra in questo film e in tutti quelli che seguiranno, una straordinaria dedizione ed un encomiabile zelo nella sua ricerca sulle arti marziali. Cercò di travasare i valori di equilibrio e armonia mente-corpo dal suo sottofondo culturale ai suoi film ed anche alla sua vita privata aprendo una scuola di kung fu. Ma al di là di queste doti della star di origine cinese, il successo del film fu dovuto alla semplicità con cui la trama si rivaleva sull'invasore straniero (che sia giapponese o occidentale) rinsaldando l'orgoglio nazionale cinese. Tant'è che all'uscita del film nel 1972, vi fu uno straordinario successo sia in Cina che ad Hong Kong. In particolare nel film viene richiamato un episodio discriminatorio realmente accaduto ai tempi dell'occupazione giapponese: il cartello che vieta l'accesso "ai cani ed ai cinesi". Ebbene, dopo il successo di "Dalla Cina con furore", per Bruce Lee si aprirono molte porte.
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